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Anna Ruchat, Binomio fantastico

Risvolto di Enrico D’Angelo.

| 13,00 € | pp. 64 | 12x18 | 978-88-97726-47-0 | Di Felice Edizioni, Martinsicuro 2014 |

Risvolto di Enrico D’Angelo

Questo poemetto della Ruchat si articola in tre sezioni: la prima, senza titolo, espressa in prosa poetica; la seconda, “Stanze”, un po’ in prosa poetica e soprattutto in versi; mentre, nell’ultima delle tre sezioni, “Nelle misure prigioniera”, il canto ha l’integrità del verso. Binomio fantastico è una silloge precisa, di clarità stilistica; coltre di dettagli mnemonici che mutano in universale una storia particolare, pone al centro la generante e la generata nell’inseparata figura umana di Leielei, madre e figlia all’unisono: «In principio Lei partorisce lei e sono tre. Lui per un po’ lavora, poi, quasi subito, muore».
Ogni immagine, ricollocata sempre in un tempo vissuto a braccetto di uno spazio dimorante spaesato, si perfeziona da una costante soglia di visioni, sino all’addio di Lei da lei dentro il destino; infatti, incamminatosi nel percorso fantastico, il binomio viene a compiersi, in maniera toccante, nel firmamento, a chiusura del libro, allorché la figlia si distacca, nel suo e nostro commiato dalla madre «con qualche ora di anticipo | sulla data stabilita || hai capito || che andavi nel vuoto || senza misure | né tempi».


Ogni inizio è maldestro

In principio Lei partorisce lei e sono tre. Lui per un po’ lavora, poi, quasi subito, muore.
Leielei ridiventa una e vuole buttarsi di sotto. La ringhiera del balcone si aspetta un trasloco. Gli anni cadono a strapiombo nella sera. D’improvviso la casa si riempie di gente.
Con una delle due teste Leielei prova a sorridere. La mano trattiene sull’altra bocca un urlo.
L’orlo di quel precipizio sa di basilico.
Leielei cambia casa.


Trafitture

 

Il mare d’estate ignora il tempo e le sue scansioni metalliche.
Leielei lascia la leggerezza nell’acqua. Fuori, in un’irritazione di sale e di spiaggia, scava grandi buche e ci s’infila dentro. Il sole si concentra sulle ginocchia e rimane lí anche di notte.
Ma è la sera sulle terrazze dei piccoli alberghi della costa, che non da scampo: Leilei si aggira smarrita tra camice bianche e caroselli, tra musiche di jukebox, padri e fratelli.
Eppure il morire è di tutti.


La chiave è la luce

Forse per via della montagna
che entra nella stanza
lo spazio nella vecchia casa
non offre rifugi.
La doppia altezza è un crampo
di nostalgia
quando l’autunno
anticipa l’imbrunire
e la lampadina si accende fioca
nell’angolo della scala.


Epitaffio

Ti sei data molto da fare
per sembrare
una donna felice
e ancora
non bastava
Ma a quell’appuntamento
fuori
dal cemento dei giorni
volevi arrivarci puntuale
e solo quando davvero sei partita
quando la setta degli angeli
ha chiuso i battenti
con qualche ora di anticipo
sulla data stabilita
hai capito
che andavi nel vuoto
senza misure
né tempi