NERVI
Quel che avevo l’ho perduto di vero
la preghiera avendo resa nemica
coll’aspro odore della mia vendemmia.
Ah, questi miei nervi tesi nel nero
di un’ombra che intanto monta piú antica
fin dentro la notte pura bestemmia.
Ah, questi miei nervi tesi di fino
lontano da loro io cerco rifugio:
al pianto acceso un conforto atteso,
una melodia che piano s’avvicini,
una nostalgia che piú non abbia indugi,
d’un uomo l’illusione non piú offesa...
cosí va e viene la mia malattia
e amor non so che sia se non poesia.
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